Nell'estate appena trascorsa, il settore delle proprietà immobiliari in Italia ha visto un aumento significativo del 12%, principalmente dovuto alla crescita delle edificazioni recenti e all'incremento dei tassi di interesse sui prestiti ipotecari.
Principali risultati del secondo trimestre 2026
La performance del mercato immobiliare residenziale italiano nel periodo aprile-giugno è stata ambivalente: se da un lato gli indicatori hanno raggiunto un plateau rispetto all'anno precedente, dall'altro hanno mostrato una significativa crescita rispetto all'inizio dell'anno.
- Numero totale di transazioni: Nel secondo trimestre del 2026, sono state registrate 201.596 compravendite di immobili residenziali in Italia.
- Variazione annuale: Il dato è quasi in linea con quello del secondo trimestre del 2025 (201.344 transazioni), con una lieve crescita dello +0,1%.
- Andamento trimestrale: Rispetto al primo trimestre del 2026 (179.655 transazioni), il mercato ha accelerato del +12,2%, corrispondente a quasi 22.000 transazioni in più in soli tre mesi.
La stagione primavera-estate rimane tradizionalmente il periodo più attivo per le transazioni, quando le famiglie italiane spesso decidono di acquistare una nuova casa.
Andamento nelle principali aree metropolitane italiane
L'incremento rispetto al primo trimestre del 2026 ha coinvolto tutte e 8 le principali aree metropolitane del Paese, tuttavia, in termini annuali (rispetto al medesimo periodo del 2025), le tendenze sono state divergenti.
- Bologna: È stata la città trainante della ripresa trimestrale (+15,0% rispetto al primo trimestre). La crescita annuale si è attestata a +1,1%. La quota di nuove costruzioni è del 8,3%.
- Firenze: Al secondo posto per crescita trimestrale (+12,9%), ma con la peggiore performance annuale (-8,2%). La quota di nuove costruzioni è del 4,5%.
- Torino: Ha registrato una crescita trimestrale del +11,2% e una crescita annuale del +0,6%. La quota di nuove costruzioni è del 4,2%.
- Roma: Ha visto una crescita trimestrale del +10,3%, con un aumento annuale dell'+0,4%. La quota di nuove costruzioni si attesta al 7,8%.
- Milano: Ha registrato una crescita trimestrale del +10,1%. Su base annuale, ha mantenuto una stabilità assoluta (6.492 transazioni rispetto alle 6.491 dell'anno precedente). Milano rimane la città leader per quota di mercato primario, con il 12,1% del totale delle transazioni (786 immobili).
- Genova: La città ha visto una crescita trimestrale del +8,3% e una crescita annuale del +2,9%. La quota di nuove costruzioni è del 2,3%.
- Napoli: Si è distinta per la crescita annuale, con uno +4,2% (2.236 transazioni). La crescita trimestrale è stata del +7,1%. La quota di nuove costruzioni è tra le più basse tra le megalopoli, con l'1,6%.
- Palermo: Ha registrato una crescita trimestrale del +5,8% e un calo annuale del -2,6%. La quota di nuove costruzioni è del 3,1%.
Boom nel settore delle nuove costruzioni
Il settore delle nuove costruzioni è stato il più sorprendente del report: le vendite stanno crescendo due volte più velocemente rispetto al mercato complessivo e la quota di nuove abitazioni nel totale delle transazioni è in costante aumento (dal 5% nel secondo trimestre 2025 al 6% nel primo trimestre 2026 fino al 6,4% nel secondo trimestre 2026).
- Crescita annuale: Nel secondo trimestre 2026 sono state vendute 12.902 nuove case/appartamenti, rispetto alle 9.866 dello stesso periodo del 2025, con una crescita del +30,8%.
- Crescita trimestrale: Rispetto al primo trimestre 2026 (10.835 transazioni), le vendite di nuove case sono aumentate del +19,1%.
Record di crescita trimestrale nel settore delle nuove costruzioni per città:
- Genova: +95,0%
- Palermo: +72,6%
- Napoli: +55,8%
- Torino: +50,7%
- Bologna: +36,2%
- Milano: +14,9%
- Declino Nel settore delle nuove costruzioni, si è registrata una flessione solo a Roma (-9,4%) e Firenze (-18,6%).
Rischi e ostacoli: aumento del tasso ufficiale di riferimento
Giuseppe Crupi, CEO di Abitare Co., ha osservato che i dati primaverili hanno confermato le aspettative ottimistiche, ma il mercato è stato influenzato da nuovi fattori geopolitici ed economici.
Un'ulteriore ondata di inflazione, causata dalle interruzioni delle catene di approvvigionamento e dall'incremento dei prezzi dell'energia nel contesto del conflitto tra Stati Uniti e Iran, ha portato a un aumento del tasso di riferimento al 2,5%. L'incremento dei costi dei finanziamenti e dei mutui sta frenando il potere d'acquisto, pertanto gli analisti mantengono una posizione prudente sulle previsioni fino alla fine del 2026.







